Stop alle delocalizzazioni e lo smantellamento del tessuto produttivo! - petizione

  • Giuristi solidali
    • Chiara Sardelli ha firmato la petizione 2 giorni fa
    • Francesco Merlo ha firmato la petizione 2 giorni fa
    • Angela Di Lonardo ha firmato la petizione 25 giorni fa
    Firme: 0/2000
  • Per una normativa che garantisca subito lavoro e diritti!

    Delocalizzare un’azienda in buona salute, trasferirne la produzione all’estero al solo scopo di aumentare il profitto degli azionisti, non costituisce libero esercizio dell’iniziativa economica privata, ma un atto in contrasto con il diritto al lavoro, tutelato dall’art. 4 della Costituzione.

    Ciò è tanto meno accettabile se avviene da parte di un’impresa che abbia fruito di interventi pubblici finalizzati alla ristrutturazione o riorganizzazione dell’impresa o al mantenimento dei livelli occupazionali Lo Stato, in adempimento al suo obbligo di garantire l’uguaglianza sostanziale dei lavoratori e delle lavoratrici e proteggerne la dignità, ha il mandato costituzionale di intervenire per arginare tentativi di abuso della libertà economica privata (art. 41, Cost.).


    Alla luce di questo, i licenziamenti annunciati da GKN si pongono già oggi fuori dall’ordinamento e in contrasto con l’ordine costituzionale e con la nozione di lavoro e di iniziativa economica delineati dalla Costituzione.

    Tale palese violazione dei principi dell’ordinamento, impone che vengano approntati appositi strumenti normativi per rendere effettiva la tutela dei diritti in gioco.


    Per questo motivo è necessaria una normativa che contrasti lo smantellamento del tessuto produttivo, assicuri la continuità occupazionale e sanzioni compiutamente i comportamenti illeciti delle imprese, in particolare di quelle che hanno fruito di agevolazioni economiche pubbliche.

    Tale normativa deve essere efficace e non limitarsi ad una mera dichiarazione di intenti.
    Per questo motivo riteniamo insufficienti e non condivisibili le bozze di decreto governativo che sono state rese pubbliche: esse non contrastano con efficacia i fenomeni di delocalizzazione, sono prive di apparato sanzionatorio, non garantiscono i posti di lavoro e la continuità produttiva di aziende sane, non coinvolgono i lavoratori e le lavoratrici e le loro rappresentanze sindacali.


    Riteniamo che una norma che sia finalizzata a contrastare lo smantellamento del tessuto produttivo e a garantire il mantenimento dei livelli occupazionali non possa prescindere dai seguenti, irrinunciabili, principi.

    1-A fronte di condizioni oggettive e controllabili l’autorità pubblica deve essere legittimata a non autorizzare l’avvio della procedura di licenziamento collettivo da parte delle imprese.
    2-L’impresa che intenda chiudere un sito produttivo deve informare preventivamente l’autorità pubblica e le rappresentanze dei lavoratori presenti in azienda e nelle eventuali aziende dell’indotto, nonché le rispettive organizzazioni sindacali e quelle più rappresentative di settore.
    3- L’informazione deve permettere un controllo sulla reale situazione patrimoniale ed economico-finanziaria dell’azienda, al fine di valutare la possibilità di una soluzione alternativa alla chiusura.
    4- La soluzione alternativa viene definita in un Piano che garantisca la continuità dell’attività produttiva e dell’occupazione di tutti i lavoratori coinvolti presso quell’azienda, compresi i lavoratori eventualmente occupati nell’indotto e nelle attività esternalizzate.
    5- Il Piano viene approvato dall’autorità pubblica, con il parere positivo vincolante della maggioranza dei lavoratori coinvolti, espressa attraverso le proprie rappresentanze. L’autorità pubblica garantisce e controlla il rispetto del Piano da parte dell’impresa.
    6- Nessuna procedura di licenziamento può essere avviata prima dell’attuazione del Piano.
    7- L’eventuale cessione dell’azienda deve prevedere un diritto di prelazione da parte dello Stato e di cooperative di lavoratori impiegati presso l’azienda anche con il supporto economico, incentivi ed agevolazioni da parte dello Stato e delle istituzioni locali. In tutte le ipotesi di cessione deve essere garantita la continuità produttiva dell’azienda, la piena occupazione di lavoratrici e lavoratori e il mantenimento dei trattamenti economico-normativi. Nelle ipotesi in cui le cessioni non siano a favore dello Stato o della cooperativa deve essere previsto un controllo pubblico sulla solvibilità dei cessionari.
    8- Il mancato rispetto da parte dell’azienda delle procedure sopra descritte comporta l’illegittimità dei licenziamenti ed integra un’ipotesi di condotta antisindacale ai sensi dell’art. 28 l. 300/1970
    Riteniamo che una normativa fondata su questi otto punti e sull’individuazione di procedure oggettive costituisca l’unico modo per dare attuazione ai principi costituzionali e non contrasti con l’ordinamento europeo.

    Come espressamente riconosciuto dalla Corte di Giustizia (C-201/2015 del 21.12.2016) infatti la “circostanza che uno Stato membro preveda, nella sua legislazione nazionale, che i piani di licenziamento collettivo debbano, prima di qualsiasi attuazione, essere notificati ad un’autorità nazionale, la quale è dotata di poteri di controllo che le consentono, in determinate circostanze, di opporsi ad un piano siffatto per motivi attinenti alla protezione dei lavoratori e dell’occupazione, non può essere considerata contraria alla libertà di stabilimento garantita dall’articolo 49 TFUE né alla libertà d’impresa sancita dall’articolo 16 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE”

    Riteniamo altresì che essa costituisca un primo passo per la ricostruzione di un sistema di garanzie e di diritti che restituisca centralità al lavoro e dignità alle lavoratrici e ai lavoratori.

    Per permettere una ponderata valutazione degli interessi incisi dal testo dell’atto legislativo in cantiere riteniamo necessaria ed immediata una sospensione da parte del Governo delle procedure di licenziamento ex l. 223/91 ad oggi avviate dalle imprese.

    Documento redatto da
    Massimo Capialbi
    Danilo Conte
    Giulia Frosecchi
    Francesca Maffei
    Giovanni Orlandini
    Pier Luigi Panici
    Marzia Pirone
    Paolo Solimeno
    Silvia Ventura

    Approvato dall’assemblea permanente delle lavoratrici e dei lavoratori Gkn

    Primi firmatari
    Adriano Scanga, Torino -Avvocato, Telefono Rosso Potere Al Popolo
    Marco Tufo, Grosseto- Ordine Degli Avvocati Di Grosseto
    Silvia Borelli, Ferrara- Università Di Ferrara
    Giovanni Calvellini
    Angela Rauseo, Bologna- Consulente Del Lavoro
    Danilo Risi, Napoli- Giuristi Democratici
    Andrea Ranfagni, Firrnze
    Giovanni Ventura, Trieste
    Enrico Buono, Napoli
    Elisena Iannuzzelli, Napoli
    Enrico Buono, Napoli
    Elisena Iannuzzelli, Napoli
    Madia D'onghia, Fasano
    Giuliana Quattromini, Napoli -Avvocata, Comma2 Lavoro È Dignità
    Madia D’onghia, Fasano
    Emilio Sirianni , Cosenza
    Antonio Loffredo, Firenze -Università Di Siena
    Marina Capponi, Firenze - Libera Professionista
    Enzo Martino, Torino- Comma2
    Anna Silvana Lamacchia, Torino -Comma2 - Lavoro È Dignità
    Riccardo Tonelli, Ferrara- Università Di Ferrara
    Alberto Piccinini, Bologna- Comma2
    Gianluca Vitale, Torino
    Francesco Andretta, Napoli -Comma2
    Giuliana Quattromini, Napoli- Comma2 Lavoro È Dignità
    Silvia Balestro, Milano
    Bartolo Mancuso, Roma -Comma 2
    Andrea Guazzarotti, Padova- Università Di Ferrara
    Mario Fezzi, Milano
    Gionata Cavallini, Milano
    Monica Rota, Milano- Comma 2
    Emilia Recchi, Roma
    Elena Poli, Torino -Comma2
    Palma Balsamo, Catania -Comma 2
    Stefania Mangione, Bologna -Comma2
    Andrea Stramaccia, Firenze -Comma 2
    Giacomo Summa, Roma
    Giovanni Battista Mascheretti, Bergamo -Associazione Comma 2
    Maria Gabriella Del Rosso, Firenze- Comma 2
    Olivia Bonardi, Milano -Università Degli Studi Di Milano
    Enrica Mangia, Milano -Comma 2 Lavoro È Dignità
    Francesco Montorio, Lesmo
    Mara Parpaglioni, Roma
    Massimiliano Del Vecchio, Taranto- Comma2
    Giovanni Marcucci, Milano- Comma 2
    Giulia Druetta, Torino
    Donata Gottardi, Verona- Università Di Verona
    Rita Mazzanti, Ferrara- Comma2 – Lavoro È Dignità
    Simona Peluso, Torino
    Lamine Auriane, Brussels- Université Catholique De Louvain
    Fulvio Perini, Villar Dora- Associazione Volere La Luna
    Boris Infantino, Piacenza- Comma 2 Lavoro È Dignità
    Massimo Padovani, Asti- Comma 2
    Paolo Pini, Ferrara -Unife
    Sofia Ciuffoletti, Fiesole Unifi- Centro Interuniversitario Adir
    Mauro Tagliabue, Milano- Comma2 Lavoro È Dignità
    Gabriella Vanzetti, Alba -Comma 2
    Riccardo Elia, Milano- Comma2
    Francesco Pizzuti, Bologna Comma2
    Giovanni Conticelli, Firenze
    Carlo Barotti, Rovigo
    Laura Curcio, Milano
    Mirella Caffaratti, Torino
    Antonio Carbonelli, Brescia
    Guido Ortona, Torino
    Sergio Palombarini, Bologna
    Carlo Guglielmi, Roma
    Cecilia Faini, Firenze
    Alessandro Villari, Milano- Comma2
    Giovanni Dosi, Pisa -Scuola Superiore Sant'anna, Pisa
    Riccardo Barbero, Torino
    Jacopo Staccioli, Milano -Università Cattolica Del Sacro Cuore
    Lorenzo Venini , Milano
    Lucrezia Fanti, Roma- Sapienza Università Di Roma
    Angela Stani, Roma
    Davide Lovisolo, Torino
    Dario Guarascio, Roma -Sapienza Università Di Roma
    Raffaele Tenaglia, Trieste
    Federico Martelloni, Bologna- Sinistra Italiana
    Virginia Amorosi, Napoli- Università Degli Studi Di Napoli Federico II
    Gabriele Muci, Leverano (Le) -Potere Al Popolo
    Domenico Amorosi, Lecce
    Luigi Marengo, Roma- Università Luiss
    Veronica.Mezzasalma, Bergamo -Comma 2
    Stefano Vaccari, Reggio Emilia Comma2
    Andrea Roventini, Pisa
    Alberto Ghidoni, Milano
    Amilcare D'andrea, Lioni (Av)
    Raffaella Bianconi , Firenze Sindacato Avvocati Firenze E Toscana
    Vittorino Lauria, Firenze
    Lo Conte Letizia, Firenze -Ordine Avvocati Di Firenze
    Irene Romoli, Firenze -Libero Professionista
    Vincenzo Bavaro, Sannicandro Di Bari (Bari) -Università Di Bari Aldo Moro
    Valerio De Stefano, Bruxelles Ku Leuven
    Elena Oddone, Firenze
    Alberto Massaia, Torino
    M. Dolores Santos, Firenze -Università Di Siena
    Patrizia Cerrato, Genova-Coordinamento Democrazia Costituzionale Genova
    Paola Altrui, Roma- Giuristi Democratici
    Stefano Bigliazzi, Genova- Giuristi Democratici
    Effiong Ntuk, Torino- Giuristi Democratici
    Luigi Ficarra, Padova- Associazione Giuristi Democratici
    Alessandro Brunetti, Roma -Giuristi Democratici
    Carlo Cappellari, Venezia -Giuristi Democratici
    Lisa Parrini , Firenze
    Roberta Ponzetti, Orio Canavese
    Maria Teresa Vallefuoco, Benevento -Giuristi Democratici Di Benevento
    Giliola Corradi, Verona-Giuristi Democratici
    Emilio Robotti, Genova- Associazione Giuristi Democratici
    Donata Bacci, Lastra A Signa (Firenze)-Giuristi Democratici
    Rosa Elvira Dattolo, Palermo- Giuristi Democratici
    Caterina Serrao, Napoli- Giuristi Democratici
    Salvatore Locci, Torino
    Lorenza Cescatti, Rovereto(Tn)- Giuristi Democratici
    Fulvia Delabella, Firenze
    Doris Genchi, Venezia
    Donatella Nonis, San Donà Di Piave- Giuristi Democratici Venezia
    Marco Paggi, Padova
    Roberto De Angelis, Roma
    Sandro Valbusa, Genova -Giuristi Democratici
    Roberto Lamacchia, Torino- Ass. Naz. Giuristi Democratici
    Giuseppe Antonio Recchia, Taranto -Università Degli Studi Di Bari
    Avv. Angelo Pozzan, Venezia - Giuristi Democratici. Di Venezia "Emanuele Battain"
    Fausto Gianelli Modena Giuristi Democratici - Modena
    Valeria Cirillo, Bari -Università Degli Studi Di Bari "Aldo Moro"
    Cordaro Carmela Maria, Messina -Giuristi Democratici
    Simone D'Ascola, Pisa -Università di Pisa
    Luigi Galloni, Roma -Giuristi democratici
    Piera Campanella, docente universitaria -Bologna
    Aurora d'Agostino, avvocata Padova- giuristi democratici
    Nunzia Parra, Avvocata Perugia
    Andrea Allamprese, Professore -Università di Modena e Reggio Emilia


    Silvia larese, Avvocata -Firenze
    Bruno Laudi, Avvocato -Bologna

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