TRASPARENZA nell'informazione pubblicando i patrimoni dei giornalisti

  • Fabio Travelli e diretta a Carlo Verna - Presidente del Consiglio dell’Ordine nazionale dei giornalisti. Giuseppe Giulietti - Presidente Federazione Nazionale della Stampa Italiana - Stefano Patuanelli - Ministro sviluppo economico
    • Sergio D'Alessandro ha firmato la petizione 29 giorni fa
    • Monica Righetti ha firmato la petizione 3 giorni fa
    • Carlo Filippi ha firmato la petizione 17 giorni fa
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  • Vi meravigliereste se vi dicessero che un giornalista ha preso soldi da una multinazionale o da un gruppo politico? Non vi preoccupate i giornalisti non parleranno mai male di un loro collega.

    Se vogliamo un'informazione trasparente, i giornalisti ed i direttori di testate giornalistiche devono rendere pubbliche le loro DICHIARAZIONI DEI REDDITI e DEI POSSEDIMENTI inclusi quelli all'estero, analogamente ad ogni funzionario pubblico.
    Tali dichiarazioni devono venire esaminate dall'Ordine dei Giornalisti che, nel caso vi siano INSPIEGABILI INCREMENTI dei patrimoni o dei redditi, procederanno a RADIARE dall'albo il giornalista evidentemente "paghettato" da associazioni o gruppi politici o societa' commerciali o multinazionali.

    La TRASPARENZA dell'informazione deve ESSERE MASSIMA per avere la GARANZIA ASSOLUTA che le notizie non siano inquinate da multinazionali, gruppi politici (stranieri o nazionali) o addirittura da gruppi mafiosi.
    Troppo spesso coloro che si battono per determinate campagne politiche o commerciali, vengono adeguatamente ricompensati in maniera difficilmente tracciabile (Quadri, Rolex, Auto di lusso....) e riconducibile al "benefattore".
    Attualmente e' prassi diffusa, non solo in Italia, che le associazioni di categoria ricompensino adeguatamente i giornali e le TV che danno un più ampio risalto non solo a "notizie" ma anche alle pseudo ricerche scientifiche che dimostrano vantaggi dei loro prodotti o dimostrano dannosità' dei prodotti concorrenti.

    Alcuni giornalisti particolarmente attivi, possono ricevere compensi extra-salariali per la loro partecipazione a campagne diffamatorie (o esaltatorie) di prodotti o persone. Questi compensi al di la del salario molto spesso raggiungono livelli tali da non permettere la loro giustificazione.

    Tempo fa in Romania il candidato a sindaco di Bucarest era un noto giornalista; sfortunatamente per lui, la normativa vigente in Romania stabilisce che i candidati DEVONO presentare la lista dei propri averi (e della famiglia) come l'ex giornalista ha fatto. Il candidato in questione, pero', non ha saputo giustificare i diversi MILIONI di euro detenuti su conti europei, in un paese dove un giornalista guadagna 500 euro al mese come la Romania. Gli accertamenti del caso hanno fatto emergere la sua vicinanza ai servizi segreti di quel paese (ammessa dallo stesso giornalista) e si ipotizzano anche stretti legami con altri servizi segreti in ambito NATO.

    Troppo spesso, anche in Italia, i giornalisti raggiungono un tenore di vita che non si giustifica con i salari ricevuti per il loro lavoro!

    Per chi fa il giornalista, scrivere articoli su commissione al fine di ricevere compensi extra-salariali ‐ all'interno o meno di una campagna organizzata ‐ corrisponde ALLA CORRUZIONE di un funzionario pubblico e dovrebbe essere perseguita allo stesso modo. Solo cosi potremmo avere un'informazione libera e credibile.

    I giornali e le TV non sarebbero più manovrate dai gruppi finanziari che possiedono quote di capitale o acquistano forti quantità di spot pubblicitari e per tale motivo possono pretendere l'attività di un giornalista in una certa trasmissione. I giornalisti non devono essere una CASTA. Per evitarlo dobbiamo chiedere che rendano pubblici i loro guadagni ed i loro patrimoni.

  • Politica

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