Vogliamo la frutta italiana nei supermercati!

  • Edoardo Cippè
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  • "IERI MI SONO RECATO AL REPARTO ORTOFRUTTA DEL SUPERMERCATO, HO INIZIATO A SCEGLIERE ED HO TROVATO PERE ARGENTINE E MELE CILENE. SPOSTANDOMI SEMPRE PER IL REPARTO HO TROVATO ANCORA FRUTTA DI PROVENIENZA SPAGNA ED HO EVITATO ANCHE QUELLA. POI HO PRESO DELLE ALBICOCCHE, LE HO ANCHE PESATE, MA SONO TORNATO INDIETRO E HO LETTO FRANCIA. A QUESTO PUNTO MI SONO CADUTE LE BRACCIA, HO LASCIATO TUTTO E SONO ANDATO VIA."


    Solo negli ultimi 15 anni sono scomparsi oltre 140mila ettari di frutteti, piante di mele, pere, pesche, arance, albicocche e frutti minori, che rischiano di far perdere all’Italia il primato europeo nella produzione di una delle componenti base della dieta mediterranea.

    In Italia nel secolo scorso esistevano 8.000 varietà di frutta, mentre oggi sono meno di 2.000, di cui 1.500 a rischio di estinzione nonostante il lavoro del numero crescente di agricoltori impegnati nella riscoperta dei frutti dimenticati del passato ai quali vengono riconosciute spesso proprietà “medicinali” dalla farmacopea popolare e non, come la pera cocomerina già rappresentata nei quadri rinascimentali e riscoperta per le proprietà antiossidanti, le giuggiole considerate efficaci nell’alleviare gli stati d’ansia, il nervosismo e la depressione o il corbezzolo astringente ed antidiarroico e antinfiammatorio delle vie biliari, del fegato e di tutto l'apparato circolatorio.


    La superficie coltivata a frutta in Italia è passata da 426mila ettari a 286mila, con un crollo netto del 33 per cento in 15 anni. A determinare la scomparsa delle piante da frutto è stato il crollo delle vendite e dei prezzi agli agricoltori che non riescono più a coprire neanche i costi di produzione. Il taglio maggiore ha interessato i limoni, con la superficie dimezzata (-50 per cento), seguiti dalle pere (-41 per cento), pesche e nettarine (-39 per cento), arance (-31 per cento), mele (-27 per cento), clementine e mandarini (-18 per cento). La produzione ortofrutticola italiana oscilla mediamente attorno ai 23 milioni di tonnellate, di cui il 46 per cento in volume di ortaggi in piena aria il 29 per cento di frutta, il 12 per cento di agrumi, il 7 per cento di ortaggi in serra, il 6 per cento di patate, lo 0,5 per cento di leguminose.
    Il disboscamento delle campagne italiane è il risultato di una vera invasione di frutta straniera con le importazioni che negli ultimi 15 anni sono aumentate del 42 per cento ed hanno quasi raggiunto i 2,15 miliardi di chili.


    Non perdiamo il nostro MADE IN ITALY, chiediamo un dazio sull'importazione della frutta estera che viene coltivata anche in Italia. Vogliamo essere LIBERI di mangiare la nostra FRUTTA E VERDURA (Tra l'altro, più gustosa)

  • Salute

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