Introdurre figura dello psicologo in dialisi

  • Ciao a tutti, sono Roberto e da 11 anni sono in emodialisi. Faccio dialisi tre volte a settimana presso il centro dialisi di Foggia e, come me, ci sono tante altre persone.

    Chi non ha passato quello che vive chi è in dialisi forse non può capire a fondo, ma è una cura che ti annienta fisicamente, e, dopo tanti anni, ti distrugge psicologicamente. Proprio per questo in molte città è presente un sostegno psicologico, per far fronte ai tanti disagi che passa un malato. A Foggia no, a Foggia ci siamo solo noi con il nostro dolore.


    Parlare con un terapeuta può sembrare nulla, invece per noi significherebbe molto, perché, per quanto i medici che ci seguono siano preparati, uno psicologo sa dove andare a parare ed è pronto a sostenerti.


    Dovete sapere che i disagi in dialisi all’inizio sembrano pochi, forse banali, ma più si va avanti e più le difficoltà aumentano. La dialisi in sé, a volte, passa in secondo di piano, con tutte le sue difficoltà, che non sono poche: doversi recare 3 volte a settimana in ospedale; dipendere da una macchina; limitarsi a bere un bicchiere di acqua in più altrimenti porti peso (trattenendo i liquidi dentro); doversi limitare a mangiare roba che contiene potassio, fosforo… per non parlare di quando vuoi andare a farti una vacanza, puoi certo, ma prima devi prenotare il centro dialisi se disponibile, e poi puoi muoverti…


    Dopo la dialisi, dopo anni di dialisi, iniziano a nascere nuovi problemi di salute, e non solo.. e di queste cose con chi ne parli? Certo, i medici nefrologi ci ascoltano, ma fino ad un certo punto (da una parte hanno ragione), perché loro fanno il loro dovere nel loro campo… Ma, fino in fondo, chi ti può ascoltare? Un genitore, un fratello, una sorella.. ma, credimi, ti capiranno fino a un certo punto… è qui che, secondo me, dovrebbe entrare in gioco la figura dello psicologo.

    Sai quanti emodializzati sono e saranno costretti a fare dialisi a vita perché non hanno l’opportunità di fare un trapianto.

    Sai quanti dializzati (come me), stanno aspettando in una lunga lista d’attesa un trapianto di rene… se arriverà quella “famosa chiamata”.

    Sai quanto trapiantati pensano che il trapianto sia per sempre.. non è così…


    Sai quanti dializzati come me si sono rassegnati a tanto a tutto… a non riuscire neanche a trovare un lavoro perché sono dializzato… ormai mi sono rassegnato a tanto a tutto e forse rimane solo la dialisi a vita.


    Lo psicologo, forse, per la malattia vera e propria potrà far poco, ma se la persona in dialisi sa che c’è, saprà che ha un punto di riferimento per parlare dei problemi di quello che non va, di come ogni tanto possa mettere da “parte” la dialisi e pensare ad altro.


    La dialisi va oltre la malattia stessa, ti annienta non solo fisicamente, soprattutto psicologicamente. La figura dello psicologo è IMPORTANTE.


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